Tre segnali con cui il bimbo comunica di essere pronto per lo svezzamento

Tre segnali

Benvenuto Luglio.

Il piccolo burrino ad oggi ha 6 mesi e 12 giorni di allattamento esclusivo alle spalle, ancora non abbiamo introdotto nulla di diverso dal latte della sua personalissima mucca, me medesima per l’appunto. Le sue belle cosciotte e l’assenza di collo lasciano intuire che il ragazzino non stia patendo la fame e i suoi continui sorrisi e risate denotano una certa serenitá di fondo.

Io continuo ad osservarlo e a proporgli ogni tanto un assaggio, nell’attesa dei segnali che mi indicheranno che è arrivato il momento di aggiungere un posto a tavola.

Devo ammettere che in quest’ultima settimana ha fatto passi da gigante e quindi immagino che non ci vorrá molto.

Riepilogherò di seguito quali sono i tre segnali con cui il bambino, dai sei mesi in poi, ci indica che è il momento di iniziare l’introduzione dei cibi solidi nella sua dieta.

  1. Sta seduto da solo

     

    Tre segnaliQuando il bimbo o la bimba stanno seduti da soli denotano una certa maturitá fisica, che consente loro di poter essere parte attiva dell’introduzione ai cibi solidi. Possono infatti stare correttamente seduti a tavola ed essere liberi di allungare le mani    per poter prima manipolare, poi portare alla bocca il cibo. In genere i bimbi iniziano a stare seduti intorno ai sei mesi, ma alcuni iniziano prima o dopo.

  2. Dimostra interesse per quello che succede a tavola

    Attenzione questo segnale può essere difficile da identificare, infatti verso i 4 o 5 mesi i bimbi iniziano ad essere molto interessati a tutto quello che succede in casa, anche a tavola, ma in ogni circostanza tendono a metter in bocca gli oggetti che riescono ad afferrare. Mentre mangiate, finchè non sono pronti agli assaggi si accontenteranno di avere dei giochini o una coccola ma ad un certo punto vi renderete conto che i giochi non basteranno più e saranno più determinati ad assaggiare il cibo che saranno riusciti ad afferrare.

  3. Ha perso il riflesso di estrusione

    Vuol dire che quando mette in bocca del cibo non butta fuori la lingua come fa per ciucciare il latte, ma inizia a gestire e masticare gli alimenti (anche solo con le gengive) per poi ingerire.

In generale vi potrete accorgere che è ora di iniziare quando il vostro bimbo o bimba avrà raggiunto una maturità tale per cui riesce a stare seduto a tavola e a portarsi alla bocca il cibo, e lo fa con sempre maggiore interesse e gradimento. In questo frangente il consiglio è di iniziare ad avvicinare alle sue manine qualche pietanza in modo che lui prenda confidenza con la nuova esperienza, standogli vicino ed incoraggiando questa sua nuova avventura.

Dal punto di vista emotivo il mio personale consiglio è di cercare di stare tranquilli e di lasciare che il vostro bimbo pasticci un pochino. E per essere più tranquilli e sicuri è importantissimo, anzi fondamentale, seguire un corso di disostruzione e primo soccorso pediatrico. Ecco qui come la penso in proposito.

Inoltre, osservate il bambino attentamente, sono davvero tutti diversi. Dal piccolo della mia esperienza devo ammettere che sto vivendo questo terzo inizio in modo nuovo. Camilla e Allegra si sono entrambe lanciate con entusiasmo nel mondo del cibo. Allegra ha seguito uno svezzamento tradizionale ma da subito ha accettato le pappe molto serenamente. Camilla ha iniziato una sorta di autosvezzamento, assaggiando la cena della sorellona di due anni e poi ha proseguito per una strada tutta sua, alternado cibo da mangiare con le manine (tipo polpette) a cibo al cucchiaio (zuppe o consistenze tipo pappe) che, fino a quando non ha imparato ad arrangiarsi da sola, le ho dato tranquillamente io col cucchiaino.

Il burrino invece, oltre ad essere un poppatore seriale, le volte che ho provato ad avvicinargli un cucchiaino si è esibito in offesissime espressioni di disgusto che mi han fatto subito tirare indietro la mano. Se il mio intuito di mamma non mi tradisce, credo che lui apparterrebbe a quella schiera di bimbi che fanno qualche storia prima di accettare la pappa e il cucchiano, quelli che per un po’li devi forzare e poi si abituano al pappone (ho detto rassegnano?).

Tre segnali

Ma dato che non ho intenzione (ho detto voglia?) di ingaggiare lotte a tavola e visto che lui sembra tanto schifato dal cucchiaino quanto incuriosito dalla manipolazione e assaggio del cibo, a sensazione direi che questa volta mi sembra di avere a che fare  un perfetto candidato per l’autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta.

Noi intanto continuiamo così, con tanto latte e qualche esplorazione tattile e gustativa, poi piano piano la nostra strada si chiarirà.

Vi va di scoprirla con noi?

Share

Lascia un commento