Cosa mangia Camilla http://www.cosamangiacamilla.it Ricette per uno svezzamento alternativo Wed, 05 Apr 2017 23:44:55 +0000 it-IT hourly 1 Tre anni di Camilla, continui a sorprendermi! http://www.cosamangiacamilla.it/tre-anni-camilla-la-sorpresa-continua/ http://www.cosamangiacamilla.it/tre-anni-camilla-la-sorpresa-continua/#respond Wed, 05 Apr 2017 23:44:55 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1217 Cara Camilla, nascevi tre anni fa. Velocemente, sorprendentemente (non che non ti stessimo aspettando, in realtà si era fatta una certa), tu. Pensando a te mi rendo conto che sei sempre stata una sorpresa e tuttora continui. Mi sono sorpresa nell’incrociare per la prima volta il tuo sguardo sparuto sul mondo, mi hai fatto subito una Continua a leggere →

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Camilla

Cara Camilla,

nascevi tre anni fa. Velocemente, sorprendentemente (non che non ti stessimo aspettando, in realtà si era fatta una certa), tu.

Pensando a te mi rendo conto che sei sempre stata una sorpresa e tuttora continui. Mi sono sorpresa nell’incrociare per la prima volta il tuo sguardo sparuto sul mondo, mi hai fatto subito una gran tenerezza e simpatia, mi piacevi (tanto) ma non ti avevo immaginata così. In realtà non immaginavo potesse esistere un esserino così sensazionale, come invece eri.

E così oggi, quando incrocio il tuo sguardo all’improvviso o quando chiacchieri con me, continui a suscitarmi un grande stupore.

Mi hai sorpreso per tutto il tuo primo anno di vita (qui il post per il tuo primo compleanno), quando mi sembravi troppo buona per essere vera.

Mi hai sorpreso durante il secondo, quando il tuo carattere ha iniziato a delinearsi (qui il post per i tuoi due anni, quando da “nocciolina” sei diventata “trappola”).

Il terzo anno con te è stato, ad oggi, il più impegnativo e, ancora una volta, sorprendente. In più di un’occasione mi hai letteralmente spiazzata. Sei capace di frantumare ogni residuo della mia pazienza con un capriccio, mi metti nella condizione di non sapere cosa fare. In alcuni momenti ti detesto per davvero. Eppure.

Eppure tu mi fai ridere a crepapelle, ride la mia bocca e ride il mio cuore quando ti vedo all’improvviso seduta con gli altri bimbi: il tuo sguardo è una scossa che mi risveglia dal torpore della tua lontananza. Mi fai una smorfia e io non ci credo, l’hai fatta davvero? Sei così tanto buffa, sei vera? Sì lo sei.

Camilla se dovessi paragonarti ad una figura retorica saresti un ossimoro. Tu stessa a volte nel mezzo di una crisi di pianto inizi a ridere e mi dici “mamma, o rido o piango” e io, che un secondo prima stavo morendo dentro per il mio non essere capace di far fronte alla situazione, ti guardo attonita e penso che mi manderai al manicomio.

Con te Camilla ci vuole molta determinazione, e ti assicuro che non è sempre facile, ma stare alle tue regole equivale ad andare alla deriva.

Quando sei serena, invece, è così appagante farsi trascinare dalla corrente delle tue chiacchiere e dei tuoi ragionamenti. Farsi trasportare nella tua dimensione di fantasia e, in realtá, di immensa dolcezza.

Non è sempre semplice essere la tua mamma ma ti devo confessare Camilla che, soprattutto, è meraviglioso.

Auguri per il tuo terzo compleanno. Oggi, come dici tu, sei un po’piccola e un po’ grande.

 

Cami

 

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Risotto agli asparagi e uova http://www.cosamangiacamilla.it/risotto-agli-asparagi-e-uova/ http://www.cosamangiacamilla.it/risotto-agli-asparagi-e-uova/#respond Mon, 27 Mar 2017 14:19:00 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1210 La scorsa settimana è ufficialmente iniziata la Primavera. Magnolie fiorite, togliamo la giacca che fa caldo, il prato è pieno di margherite e arrivare a scuola la mattina richiede più tempo: Camilla si ferma sempre a raccoglierle. Ecco che tutto rifiorisce, rinasce, compreso il mio desiderio, mai sopito in realtà, di condividere con chi mi segue Continua a leggere →

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risotto agli asparagi e uova

La scorsa settimana è ufficialmente iniziata la Primavera. Magnolie fiorite, togliamo la giacca che fa caldo, il prato è pieno di margherite e arrivare a scuola la mattina richiede più tempo: Camilla si ferma sempre a raccoglierle.

Ecco che tutto rifiorisce, rinasce, compreso il mio desiderio, mai sopito in realtà, di condividere con chi mi segue qualche piatto e qualche idea pensata per i miei bimbi ma che spero possa piacere anche ai vostri e, perché no, a voi.

Il risotto agli asparagi e uova, combina ingredienti tipici di questa stagione e, guardandolo, ho pensato che anche i suoi colori sono quelli di un prato fiorito: il bianco dei petali delle margherite, il giallo della corolla ed il verde dell’erba. Aggiungendo una ciotola azzurra come il cielo di questi giorni, la nuova stagione sembra proprio racchiusa in un piattino buono e sano, tutto da gustare con i nostri bambini.

Ingredienti

per un baby risotto

40 gr riso arborio

50 gr asparagi verdi (3 asparagi)

1/2 lt acqua

5 gr di cipolla

1 uovo o 4 uova di quaglia

1 cucchiaino di olio EVO

 

Pulire gli asparagi togliendo lo strato superficiale con il pelapatate e tagliando la parte finale del gambo (3 cm). Legarli insieme con uno spago.

Portare a ebollizione l’acqua in una pentola abbastanza alta e far cuocere la cipolla e gli asparagi per una decina di minuti tenendo le punte degli asparagi fuori dall’acqua.

Togliere le verdure dall’acqua bollente e buttarci il riso.

In un pentolino a parte, mettere un uovo di gallina o 4 uova di quaglia in acqua fredda e portare a ebollizione. far cuocere per 8 minuti (3 minuti nel caso delle uova di quaglia), scolare e sbucciare l’uovo. Schiacciarlo con una forchetta.

Togliere le punte degli asparagi e tenerle da parte, frullare il resto degli asparagi e la cipolla ottenendo una cremina liscia.

Quando il riso avrà assorbito quasi del tutto l’acqua (12/15 minuti) aggiungere la cremina di asparagi e terminare cottura per altri 5 minuti mescolando.

Coprire il risotto e lasciare riposare qualche minuto. aggiungere l’uovo sbriciolato e le punte di asparagi tritate grossolanamente.

Condire con un cucchiaino di olio EVO a crudo.

Buon appetito!

Il giudizio “della Critica”:

Ho preparato questo risotto per il piccolo di casa, 15 mesi, che per la prima volta ha assaggiato gli asparagi. Ero pronta anche ad un rifiuto, visto il sapore un po’ particolare e forte di questa verdura. E invece il piatto è stato gustato fino all’ultimo chicco con grande soddisfazione di tutti.

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Orzotto con zucca e castagne http://www.cosamangiacamilla.it/orzotto-con-zucca-e-castagne/ http://www.cosamangiacamilla.it/orzotto-con-zucca-e-castagne/#comments Sun, 06 Nov 2016 18:31:37 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1193 Siamo in autunno, un autunno che ormai assomiglia all’inverno. La mattina quando apriamo le finestre le bimbe si lamentano e sostengono che sia ancora buio e che siano state svegliate troppo presto, incredibile pensare che di lì a tre quarti d’ora saremo tutte pronte per affrontare le nostre tre diverse giornate, io al lavoro e Continua a leggere →

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Zucca e castagneSiamo in autunno, un autunno che ormai assomiglia all’inverno. La mattina quando apriamo le finestre le bimbe si lamentano e sostengono che sia ancora buio e che siano state svegliate troppo presto, incredibile pensare che di lì a tre quarti d’ora saremo tutte pronte per affrontare le nostre tre diverse giornate, io al lavoro e loro due ognuna alla propria scuola. Attraversiamo correndo il parco condominiale e le foglie gialle e rosse insieme al freddo pungente che ci entra nei nasi, ci ricordano il periodo dell’anno che stiamo attraversando. Sono momenti frenetici ma sono momenti felici, praticamente come tutti quelli che viviamo qui in famiglia.  I loro occhietti assonnati e divertiti per la corsa che facciamo scaldano questi inizi di giornata davvero speciali e donano la giusta carica per affrontare tutto il resto.

L’autunno non è una stagione che mi è sempre piaciuta, troppo malinconica, troppo freddina troppo nebbiosa e troppo noiosa. Invece adesso che la noia la rimpiango un pochino, perché il tempo per lei non c’è proprio più, accarezzo l’idea di questa stagione dove la priorità dovrebbe essere farsi coccolare da una tisana calda e una coperta di lana a trecce bianche, in compagnia di un buon libro e di un camino acceso.

Non vi sto a raccontare di quanto si dissoci la mia realtà dall’immagine appena descritta. Ho tre bambini e penso di aver detto tutto. Spero solo che, almeno per loro, l’autunno sia un po’ noiosetto, altrimenti che infanzia sarà mai?

Per ricreare un’atmosfera appropriata alla stagione e nel rispetto della stagionalità dei prodotti che la terra ci offre, ho deciso di preparare per la famiglia un piatto dalle tinte e dai sapori autunnali con orzo, zucca e castagne, che senza zucca e castagne non è mica autunno!

La ricetta è tratta dalla decima edizione de Il Cucchiaio d’Argento, un librone enorme e ricco di preziosi consigli, innumerevoli ricette e suggerimenti. Un classico in cucina che rappresenta un vero aiuto anche per le giovani casalinghe disperate che vogliono entrare un po’ più nella parte, una fonte di ispirazione per tutti ai fornelli. Parrebbe che alla fine io abbia anche trovato il buon libro per farmi compagnia in questo mio primo autunno da tris-mamma!

Quello che mi ha colpito di questo bel libro è la semplicità di molte preparazioni, come l’orzotto che voglio proporre in questo articolo:  una ricetta che coniuga semplicità e calore, ingredienti sani e sapori deliziosi e morbidi. Anche il burrino lo ha mangiato volentieri, dopo una rapida passata nel mixer.

Ingredienti

per 4 persone

250 gr orzo perlato

250 gr polpa di zucca

1 scalogno

100 gr castagne lessate

1 litro di brodo vegetale

30 gr di pecorino stagionato (noi abbiamo usato Parmigiano Reggiano)

olio extravergine di oliva

sale

pepe nero

 

Sbucciare e tritare finemente lo scalogno, tagliare la zucca a dadini e tritare le castagne. Stufare lo scalogno in 3 cucchiai di brodo caldo per 5 minuti. Aggiungere la zucca, mescolare, aggiungere l’orzo e tostarlo nel condimento per qualche minuto.

Far cuocere per 20 minuti unendo di volta in volta il brodo bollente, a metà cottura unire le castagne.

Regolare di sale (pochissimo!!). Mantecare con due cucchiai di olio e con il formaggio grattugiato, unire il pepe (se gradito), coprire e lasciar riposare qualche minuto prima di servire.

Buon appetito! (che il bon ton qui non è di casa)

Il giudizio “della Critica”

Autunno in tavola molto apprezzato, il burrino ha avuto bisogno di una frullata alla sua porzione perché i chicchi di orzo perlato restano abbastanza tenaci e lui aveva qualche difficoltà nella deglutizione. Se uniamo il ricordo di un pannolino di Camilla di quasi due anni fa con tutti i chicchi d’orzo interi (argh) il passaggio al frullatore lo consiglio proprio per i più piccini!

consiglio di tenere buona questa semplice ricettiva anche per un delizioso risotto autunnale, basterà sostituire orzo con riso.

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Quinoa con zucchine chiare e ricotta di capra http://www.cosamangiacamilla.it/quinoa-con-zucchine-e-ricotta/ http://www.cosamangiacamilla.it/quinoa-con-zucchine-e-ricotta/#comments Tue, 06 Sep 2016 11:08:48 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1178 Eh niente, il burrino si è lanciato. Ormai gli piace specialmente tutto, facile sentirsi una super cuoca con lui e sua sorella a tavola, direte voi! Avete ragione, vi rispondo. Comunque ora assomiglia molto a Camilla nel suo approccio al cibo, con la differenza che mangia il doppio e non si fa mai mancare un Continua a leggere →

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Quinoa con zucchine e ricotta

Eh niente, il burrino si è lanciato. Ormai gli piace specialmente tutto, facile sentirsi una super cuoca con lui e sua sorella a tavola, direte voi! Avete ragione, vi rispondo. Comunque ora assomiglia molto a Camilla nel suo approccio al cibo, con la differenza che mangia il doppio e non si fa mai mancare un po’di latte di mamma, ammetto che a volte mi fa paura. È maschio, mi dicono…io mi sa che inizio a risparmiare per la spesa che dovrò fare durante la sua adolescenza .

I pranzi che preparo per lui (8 mesi) e Camillina (2 anni), finché non inizierà l’asilo di Cami, sono sostanzialmente uguali, con consistenze abbastanza pappose perchè così vanno bene a lui, interessato prevalentemente alla quantità di cibo che riesce ad ingollare, e vanno bene a lei, che ama pranzare col suo cucchiaio seduta a tavola come una signorina.

La quinoa è un (non) cereale che costituisce una gradita base per i pranzi dei due soci. Le sue proprietá nutrizionali sono eccezionali. Ha un elevato potere energizzante, è ricca di proteine, minerali (magnesio) e vitamine (C ed E), ha un elevato livello di fibre, per questo motivo per il burrino la “taglio” con del riso bianco o con del cous couspastina di grano non integrale in modo da non sovraccaricare di fibre il suo intestino. Il discorso cambia per Camilla, che attraversa fasi di stitichezza importanti e per cui attualmente preferisco ricorrere ad alimenti ricchi di fibre, come la quinoa,  accompagnati da abbondante acqua.

Nel piattino della foto ho accompagnato alla quinoa della ricotta di capra. Mi piace, in questa prima fase dello svezzamento, ricorrere ai prodotti a base di latte di capra perché è altamente digeribile e da un punto di vista nutrizionale, dopo il latte di asina, il latte delle nostre amiche caprette è quello che più si avvicina come composizione a quello materno (non facciamo battute su questa questione eh che sarebbe troppo facile). Gli alimenti a base di latte di capra hanno un sapore caratteristico e un po’ forte ma io ho notato che i miei bimbi gradiscono lo stesso, magari con qualche accorgimento (ad esempio un dattero frullato nello yogurt per addolcirlo, oppure abbinando a verdure dolci come carote, zucca, patate).

Di seguito riporto gli ingredienti per il piatto del piccoletto.

Ingredienti

15 gr quinoa

20 gr cous cous

due piccole zucchine con fiore (25 gr totale)

30 gr ricotta di capra

1 cucchiaino di olio EVO

Sciacquare meticolosamente la quinoa che è ricoperta da una sostanza chiamata saponina (vedrete la schiuma mentre la lavate, deve andare via tutta!). La saponina, oltre ad essere tossica, conferisce un sapore amaro alla quinoa, sciacquando accuratamente la eliminiamo tutta.

Cuocere la quinoa per 15 minuti in 80 ml di acqua e le zucchine tagliate a piccoli pezzi e i fiori di zucca lavati e tagliati a striscione. Far cuocere per 15 minuti, spegnere la fiamma, aggiungere il cous cous, coprire e lasciar riposare.

A questo punto si può semplicemente aggiungere la ricotta di capra e l’olio a crudo oppure schiacciare con una forchetta le verdure, togliere le verdure e frullarle oppure frullare verdure e cereali per ottenere una crema densa. Ai vostri bimbi la scelta della consistenza desiderata.

Buon appetito!

Il giudizio “della Critica”

Tutto benone. Andrea ha spazzolato il piatto, incitandomi a non perdere il ritmo tra una cucchiaiata e l’altra. Camilla ha fatto il suo pieno di energie e fibre (sperando funzionino!) in gran serenità.

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Lo svezzamento del burrino: a ognuno il suo http://www.cosamangiacamilla.it/lo-svezzamento-del-burrino-ognuno-suo/ http://www.cosamangiacamilla.it/lo-svezzamento-del-burrino-ognuno-suo/#respond Sat, 20 Aug 2016 10:27:03 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1158 Ogni gravidanza è a sè. Ogni parto è a sè. Ogni bambino è a sè. Queste affermazioni mi sono sempre suonate lievemente fastidiose,  con il loro retrogusto alla Ponzio Pilato di chi non vuole sbilanciarsi nel dare un consiglio. Eppure è così vero. Il campione a mia disposizione è di tre bimbi, un po’ limitato dirá Continua a leggere →

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Svezzamento del burrino

Ogni gravidanza è a sè. Ogni parto è a sè. Ogni bambino è a sè.

Queste affermazioni mi sono sempre suonate lievemente fastidiose,  con il loro retrogusto alla Ponzio Pilato di chi non vuole sbilanciarsi nel dare un consiglio.

Eppure è così vero.

Il campione a mia disposizione è di tre bimbi, un po’ limitato dirá qualcuno, lascia fare rispondo io.

Sicuramente sufficiente a mostrarmi che quello che funziona per uno, non è detto che valga per l’altro o l’altro ancora.

Se circa un mese fa raccontavo della mie tre storie di latte, così diverse una dall’altra, all’alba dei quasi 8 mesi del burrino è arrivato il momento di mettere nero su bianco la nostra nuova esperienza di svezzamento, con la consapevolezza che il burrosetto che spernacchia qui alla mia destra mi ha regalato una diversa esperienza ed insegnato una nuova lezione di vita. A me, che quasi quasi credevo di essere arrivata.

Premessa

Allegra e Camilla hanno affrontato due svezzamenti diversi, uno tradizionale e uno più “alternativo”, ma entrambe hanno sempre accettato di buon grado la novitá dei cibi solidi. Questo fatto mi ha regalato una certa serenità e convinzione che il passaggio all’alimentazione complementare non potesse essere difficile, un rifiuto non rientrava nei miei piani, non di certo per mio figlio.

Invece lui, ciucciatore seriale di latte materno, di introdurre qualcosa di diverso dal bianco nettare nella sua boccuccia non ci pensava nemmeno.

Sesto mese compiuto

Latte

Il burrino stenta a stare seduto e ancora non manifesta particolare interesse per il cibo. Poco male, si continua con l’attacco selvaggio mentre i rotolini di ciccia che lo ricoprono mantengono alti gli animi.

Sesto mese e mezzo

La mamma italica che è in me inizia a farsi qualche domanda, inizio a proporre assaggi al burrino.

Posto di fronte alla frutta a pezzettini non fa altro che giocarci e buttare tutto a terra. La casalinga che, seppur latitante, si nasconde in me, inorridisce ed inizia ad innervosirsi. Soprattutto perchè attualmente che sia un’albicocca o che sia della sabbia non fa la differenza. Il gioco è lo stesso.

Sabbia

Mmmm buona questa farina a km 0…

Propongo anche la mela gratuggiata col cucchiaino (integraliste dell’autosvezzamento svenite pure) ma, sacrilegio!, il burrino si sente profanato e manifesta tutto il suo sdegno a suon di smorfie e pernacchie. Giammai! Ok scherzavo, anche se, ammetto, usare quella grattugina di vetro vintage mi aveva per un momento fatta sentire una brava mamma.

Settimo mese compiuto

Inizio a temere che il burrino non si deciderá mai a mangiare e che sará il primo caso di uomo che si nutre di solo latte materno. Seduto a tavola con noi gli passo qualcosa ma il gesto è sempre quello: mano destra, mano sinistra, mano destra, sguardo magnetico, a volte strabico, e poi riduce tutto in poltiglia e lo butta per terra. Oh, mai una volta che finisca qualcosa in bocca.

I pupini

Grafica geniale di Laura Riccobono de #iPupini (dai ammettetelo che è capitato anche a voi!)

Però una volta si è gustato una fettina di pomodoro cuore di bue, lasciando filtrare la luce da un piccolo spiraglio di speranza.

Svezzamento

In tutto ciò mi si sfina il burrino, cioè si è allungato parecchio ma il peso è fermo da un po’. La mamma apprensiva che si nasconde (anche) in me, lancia il Mayday, il pediatra suggerisce di integrare con latte artificiale, io alzo gli occhi al cielo e decido di andare avanti ancora un po’ che più che integrare il latte sta creatura deve iniziare a integrare un po’ di cibo, con tutte le ricette che ho in mente! E poi il latte glielo do io, visto che in tutta sta querelle rappresenta il nostro punto fermo, quello su cui siamo d’accordo entrambi. Oh.

Nel frattempo il burrino se la spassa, con l’open bar sempre disponibile, il suo umore è alle stelle, non sará ingrassato ma sta imparando tante cose nuove e ride alla vita, insomma non sembra proprio un bimbo in difficoltá.

La mamma invece è un po’disorientata. Inizio a preparare qualche piattino sfizioso ma la sua reazione è sempre la stessa: da solo non si serve e, se imboccato, rimane con la bocca aperta in modo da far letteralmente cadere fuori il cibo insieme a litri di bava. Sconcertante e lievemente disgustoso. Fortuna che ci pensa Camilla, che il più delle volte finisce il proprio piatto e anche quello del fratello.

Sette mesi e mezzo

La svolta.

Autosvezzamento

Ormai si mangia anche le bucce

Evidentemente è arrivato il momento. Il burrino, pur non mollando la tetta, decide di lanciarsi nella nuova avventura supportato dalle sue sorelle che hanno preso a cuore la questione e gli propongono sempre qualcosa dal loro piatto. Adesso, seduto a tavola con noi sul seggiolone che Allegra gli ha gentilmente donato {perchè lei ormai è grande} ha imparato a masticare (rigorosamente di gengiva che i miei figli per tradizione mettono i denti tardi e su questo non sono ancora stata smentita), a deglutire e ad esigere. Una cosa che anche solo una settimana fa non avrei immaginato, ed invece eccoci qui, il dado è tratto: si parte? Parrebbe.

L’allattamento, of course , prosegue a regime e, per il momento, dopo aver mangiato vuole ancora il latte. Io, come ho fatto in tutto questo percorso, assecondo la sua richiesta, convinta che quando arriverá a saziarsi con il cibo e a dissetarsi con l’acqua, non lo riterrá più necessario (almeno a fine pasto).

Cosa ho imparato

Ogni bambino ha i suoi tempi.

Ups! suona un po’come le frasi di apertura o sbaglio?

Le mamme sono ansiose. Io io sono una mamma, ma provo a contraddire i sillogismi.

A giochi fatti posso dire di essere felice di averlo aspettato, senza forzature e di essere riuscita ad impormi un approccio del vediamo come va, è stato bello vivere la naturalezza di questo passaggio ed incredibilmente appagante la serenitá del burrino che ha condotto tutta la questione in modo impeccabile, mentre io, talora, ho vacillato.

E ora che finalmente ci siamo decisi, tenetevi pronti per le ricette burrino approved. Per ora vi anticipo che ha imparato a fare scarpetta o, come suggerisce Allegra, puccino {no ma, ha detto veramente puccino?!}

Autosvezzamento

 

 

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Combattiamo il caldo con lo yogurt gelato! http://www.cosamangiacamilla.it/1147-2/ http://www.cosamangiacamilla.it/1147-2/#comments Thu, 14 Jul 2016 15:46:35 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1147 Qual è il tormentone dell’estate? A casa nostra spopola Alvaro Soler. Complice anche il fatto che in vacanza Allegra e Camilla siano diventate amiche di una dolcissima Sofia, capita che si ascolti questa canzone in loop fino a quando le bimbe non si stufano, cioè mai (capito cosa intendo vero?). Ma il vero tormentone dell’estate, cioè Continua a leggere →

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Yogurt gelato

Qual è il tormentone dell’estate?

A casa nostra spopola Alvaro Soler. Complice anche il fatto che in vacanza Allegra e Camilla siano diventate amiche di una dolcissima Sofia, capita che si ascolti questa canzone in loop fino a quando le bimbe non si stufano, cioè mai (capito cosa intendo vero?).

Ma il vero tormentone dell’estate, cioè quello di tutte le estati, qual è? Ma il caldo, che domande.

Caldo fa caldo, i bambini sono sempre sudati, meno appetenti e andrebbero avanti a gelato. Durante l’anno le mie bimbe spesso mangiano lo yogurt a merenda, così, per unire il loro desiderio di gelato all’idea di una merenda sana, abbiamo preparato in pochissime mosse lo yogurt gelato, una merenda nutriente e super apprezzata dalle mie due scimmiette in cerca di refrigerio.

Per preparare lo yogurt gelato basterà avere un vasetto di yogurt e un cucchiaino di quelli da gelateria.

Yogurt gelato

Con la punta di un coltello praticate una fessura sul coperchio del vasetto e infilate il cucchiaino fino in fondo.

Yogurt gelato

A questo punto mettete il vasetto nel freezer per un minimo di 4 ore, io lo preparo la sera così so che per il giorno la merenda sará pronta.

Yogurt gelato

Tirate fuori gli yogurt gelato dal freezer un minuto prima di servirli in modo che sia più facile, facendo un po’ di pressione, farli sgusciare fuori dal vasetto.

La merenda è pronta e, per almeno dieci minuti, è vietato lamentarsi del caldo😃.

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Tre segnali con cui il bimbo comunica di essere pronto per lo svezzamento http://www.cosamangiacamilla.it/1136-2/ http://www.cosamangiacamilla.it/1136-2/#respond Sun, 03 Jul 2016 22:23:04 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1136 Benvenuto Luglio. Il piccolo burrino ad oggi ha 6 mesi e 12 giorni di allattamento esclusivo alle spalle, ancora non abbiamo introdotto nulla di diverso dal latte della sua personalissima mucca, me medesima per l’appunto. Le sue belle cosciotte e l’assenza di collo lasciano intuire che il ragazzino non stia patendo la fame e i Continua a leggere →

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Tre segnali

Benvenuto Luglio.

Il piccolo burrino ad oggi ha 6 mesi e 12 giorni di allattamento esclusivo alle spalle, ancora non abbiamo introdotto nulla di diverso dal latte della sua personalissima mucca, me medesima per l’appunto. Le sue belle cosciotte e l’assenza di collo lasciano intuire che il ragazzino non stia patendo la fame e i suoi continui sorrisi e risate denotano una certa serenitá di fondo.

Io continuo ad osservarlo e a proporgli ogni tanto un assaggio, nell’attesa dei segnali che mi indicheranno che è arrivato il momento di aggiungere un posto a tavola.

Devo ammettere che in quest’ultima settimana ha fatto passi da gigante e quindi immagino che non ci vorrá molto.

Riepilogherò di seguito quali sono i tre segnali con cui il bambino, dai sei mesi in poi, ci indica che è il momento di iniziare l’introduzione dei cibi solidi nella sua dieta.

  1. Sta seduto da solo

     

    Tre segnaliQuando il bimbo o la bimba stanno seduti da soli denotano una certa maturitá fisica, che consente loro di poter essere parte attiva dell’introduzione ai cibi solidi. Possono infatti stare correttamente seduti a tavola ed essere liberi di allungare le mani    per poter prima manipolare, poi portare alla bocca il cibo. In genere i bimbi iniziano a stare seduti intorno ai sei mesi, ma alcuni iniziano prima o dopo.

  2. Dimostra interesse per quello che succede a tavola

    Attenzione questo segnale può essere difficile da identificare, infatti verso i 4 o 5 mesi i bimbi iniziano ad essere molto interessati a tutto quello che succede in casa, anche a tavola, ma in ogni circostanza tendono a metter in bocca gli oggetti che riescono ad afferrare. Mentre mangiate, finchè non sono pronti agli assaggi si accontenteranno di avere dei giochini o una coccola ma ad un certo punto vi renderete conto che i giochi non basteranno più e saranno più determinati ad assaggiare il cibo che saranno riusciti ad afferrare.

  3. Ha perso il riflesso di estrusione

    Vuol dire che quando mette in bocca del cibo non butta fuori la lingua come fa per ciucciare il latte, ma inizia a gestire e masticare gli alimenti (anche solo con le gengive) per poi ingerire.

In generale vi potrete accorgere che è ora di iniziare quando il vostro bimbo o bimba avrà raggiunto una maturità tale per cui riesce a stare seduto a tavola e a portarsi alla bocca il cibo, e lo fa con sempre maggiore interesse e gradimento. In questo frangente il consiglio è di iniziare ad avvicinare alle sue manine qualche pietanza in modo che lui prenda confidenza con la nuova esperienza, standogli vicino ed incoraggiando questa sua nuova avventura.

Dal punto di vista emotivo il mio personale consiglio è di cercare di stare tranquilli e di lasciare che il vostro bimbo pasticci un pochino. E per essere più tranquilli e sicuri è importantissimo, anzi fondamentale, seguire un corso di disostruzione e primo soccorso pediatrico. Ecco qui come la penso in proposito.

Inoltre, osservate il bambino attentamente, sono davvero tutti diversi. Dal piccolo della mia esperienza devo ammettere che sto vivendo questo terzo inizio in modo nuovo. Camilla e Allegra si sono entrambe lanciate con entusiasmo nel mondo del cibo. Allegra ha seguito uno svezzamento tradizionale ma da subito ha accettato le pappe molto serenamente. Camilla ha iniziato una sorta di autosvezzamento, assaggiando la cena della sorellona di due anni e poi ha proseguito per una strada tutta sua, alternado cibo da mangiare con le manine (tipo polpette) a cibo al cucchiaio (zuppe o consistenze tipo pappe) che, fino a quando non ha imparato ad arrangiarsi da sola, le ho dato tranquillamente io col cucchiaino.

Il burrino invece, oltre ad essere un poppatore seriale, le volte che ho provato ad avvicinargli un cucchiaino si è esibito in offesissime espressioni di disgusto che mi han fatto subito tirare indietro la mano. Se il mio intuito di mamma non mi tradisce, credo che lui apparterrebbe a quella schiera di bimbi che fanno qualche storia prima di accettare la pappa e il cucchiano, quelli che per un po’li devi forzare e poi si abituano al pappone (ho detto rassegnano?).

Tre segnali

Ma dato che non ho intenzione (ho detto voglia?) di ingaggiare lotte a tavola e visto che lui sembra tanto schifato dal cucchiaino quanto incuriosito dalla manipolazione e assaggio del cibo, a sensazione direi che questa volta mi sembra di avere a che fare  un perfetto candidato per l’autosvezzamento o alimentazione complementare a richiesta.

Noi intanto continuiamo così, con tanto latte e qualche esplorazione tattile e gustativa, poi piano piano la nostra strada si chiarirà.

Vi va di scoprirla con noi?

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Tre storie di latte: cronache di una mamma e dei suoi allattamenti http://www.cosamangiacamilla.it/tre-storie-di-latte-cronache-di-una-mamma-e-dei-suoi-allattamenti/ http://www.cosamangiacamilla.it/tre-storie-di-latte-cronache-di-una-mamma-e-dei-suoi-allattamenti/#respond Sun, 26 Jun 2016 12:31:39 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1124 Il piccoletto ha compiuto sei mesi. Tic tac, il tempo è volato. Dicono sia ora di iniziare a mangiare come i grandi ma noi cincischiamo ancora un po’. Sará che ancora il botolo rotola ma fatica a stare seduto, sarà che gioca con quello che gli offro (per ora mela sbucciata e carota) ma non Continua a leggere →

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LatteIl piccoletto ha compiuto sei mesi. Tic tac, il tempo è volato. Dicono sia ora di iniziare a mangiare come i grandi ma noi cincischiamo ancora un po’. Sará che ancora il botolo rotola ma fatica a stare seduto, sarà che gioca con quello che gli offro (per ora mela sbucciata e carota) ma non porta alla bocca, sará che è estate, lo dicono tutti che non si inizia col caldo no? (Bugia!iniziate quando è il momento e se fa caldo proporrete qualcosa di adeguato), sará che lui ha la tosse (e questo sì che può indisporre un bimbo), sarà che anche io, proprio come tutte le mamme del mondo, sto vivendo un momento di esitazione, sará che qui si poppa ancora come se fosse il primo giorno e come se non ci fosse un domani?Ma niente, qui siamo fermi ai blocchi.

Visto che ancora non sono in grado di raccontare l’introduzione ai cibi solidi del burroso (ci sto lavorando, giuro), metterò a disposizione di chi vorrá leggere la mia esperienza di mamma e donna normale alle prese con tre cuccioli d’uomo, ognuno diverso dall’altro, da nutrire nei loro primi mesi di vita.

Prima di partire due doverose premesse.

  1. sono consapevole e convinta che il latte materno rappresenti la soluzione più appropriata per ogni bambino: costo zero, sempre pronto, temperatura giusta, nutrizionalmente personalizzato per il proprio destinatario.
  2. sono portatrice sana di una taglia seconda scarsa, non lievitata nemmeno durante la gravidanza salvo subire un piccolo upgrade ad una seconda abbondante o terza scarsa durante l’allattamento, che non oso immaginare cosa mi restituirá, ma questa è un’altra (triste) storia. Questo comportamento anomalo del mio seno, non mi ha certo garantito in partenza una grande fiducia sulle mie potenzialitá di madre nutrice (ho detto mucca?)

Detto ciò, cercherò di ricostruire quanto è capitato negli ultimi quattro anni nella mia personale pianura.

Quando nacque Allegra, era come se tutto dovesse finire col parto, cioè ero davvero preparatissima su quello e infatti l’ho affrontato e vissuto esattamente come speravo. Non immaginavo che il bello dovesse ancora arrivare e che il tempo per riprendermi dall’impresa compiuta e per gongolarmi un po’, magari riposare un attimo, non fosse proprio previsto. La piccola scimmia urlatrice, pelosetta con faccia da picchiatore, piangeva fortissimo e pare che volesse proprio me, nello specifico le mie tette. Si attaccava con forza,così giá al giorno 2 sono comparse le ragadi. Nella mia mente risuonava un’unica frase:”l’allattamento è un momento bellissimo, di piacere reciproco, se fa male l’attacco è sbagliato, bisogna correggerlo immediatamente“. La parola che più mi faceva male era SBAGLIATO, cioè io, IO, stavo sbagliando, IO non ero in grado di correggere questo dannato attacco, IO non ero capace di nutrire mia figlia, IO se non avessi corretto il maledetto attacco avrei fallito. Ma come fare? Nessuna ostetrica o puericultrice mi diede mai la risposta esatta, e questo mi faceva arrabbiare, mi sentivo frustrata. In realtá stavo imparando sulla mia pelle le basi della maternitá: la teoria del “dipende”, quella per cui nessuno mai ti dará una risposta secca, quella per cui ogni bimbo è a sè e se c’è un problema di sicuro è una fase. Leggi: sono cavoli tuoi.

Al giorno 5 un’anima pia mi passò di contrabbando due coppette di argento ed ecco che i miei problemi si sono risolti, le ferite si sono rimarginate, la piccola bestiolina ha continuato con il suo attacco assassino ma poi crescendo ha imparato ad aprire un po’di più la bocca. Io le mie coppette, che mi facevano sembrare un po’ Madonna nei pieni anni ’80 e un po’wonder woman, ho continuato a metterle per circa un mese, terrorizzata dal fatto che le terribili ragadi potessero tornare. Quando è stato il momento di mettere il costume da bagno la dignitá ha sconfitto la paura e finalmente le ho dismesse, con mio sommo stupore non ho più avuto problemi. Ma purtroppo è continuata una mia sfiducia di fondo, verso questo allattamento partito malino e proseguito con maratone di latte con una specie di cozza urlante sempre attaccata. Ammetto di aver sperato che il pediatra mi consigliasse il latte artificiale, come se questo potesse essere la soluzione allo stress che la gestione della piccola Allegra comportava, ma ciò non è mai accaduto perchè lei cresceva bene e anche quando gliel’ho propinato io, verso i 5 mesi, sentendomi pure in colpa come un’assassina, la situazione risvegli e “fame” non è di certo migliorata!  Guardando con occhio più critico la situazione di 4 anni fa, oggi mi rendo conto che quella di Ally era in effetti fame, fame di latte, fame di coccole e contatto, niente che io non avrei potuto tamponare con qualche poppata in più (senza cercare di imporre gli orari) e qualche abbraccio e coccola elargita senza la paura di darle brutte abitudini (ho detto vizi?). A mia discolpa, dopo aver avuto a che fare con altri due neonati, devo ammettere che al primo giro me ne è capitata una davvero tosta, il tipo perfetto per mandare allo sbaraglio una mamma modello dilettante.

Quando è arrivata Camillina, sono partita per l’ospedale con le coppette di argento in valigia. Questa volta non mi sarei fatta fregare.

Appena nata, urlava come un’aquilotta (ma va?) e per cercare di calmarla l’ho subito attaccata al seno. Stessa identica boccuccia di rosa della sorella, ho subito riconosciuto l’attacco selvaggio ma questa volta ho sfoderato l’arma segreta e ho iniziato ad usare subito le coppette mettendole non appena lei si staccava. Inoltre ho approfittato della degenza in ospedale per uno skin to skin con attacco continuo (tanto avevo le coppette no?) così lei mi ha stimolato subito una bella montata e ce ne siamo uscite tutte pacifiche, nessuna ragade (anche se ad un certo punto ne avevo intravista una subito rimarginata con l’argento) e tutta una vita di latte davanti. Purtroppo la piccola Camilla, che era di indole davvero serafica, ha tirato fuori una nuova variabile impazzita: reflusso gastro esofageo con gettate di rigurgito da naso e bocca contemporaneamente, puntuali dopo un’ora e un quarto dalla poppata. Inizialmente lei cresceva benissimo, i pediatri definivano la sua crescita eccellente, il suo problemino veniva quindi catalogato come fisiologico e io non potevo farci niente tranne che tenerla verticale dopo le poppate e farla dormire inclinata e pulire, pulire, pulire rigurgito ovunque.

Verso i tre mesi, Camilla si è guadagnata il soprannome di Gandhi, la piccolina infatti piangeva quasi mai, sorrideva assai e aveva spontaneamente distanziato di molto le poppate, a mio avviso un lusso, in veritá era la sua difesa contro il fastidio, anzi il dolore che il reflusso le arrecava. A causa di questo ormai non cresceva più. Il pediatra mi prescrisse il latte antireflusso, iniziammo così un allattamento misto che nel giro di due mesi diventò un allattamento esclusivamente di latte AR. Camilla aveva ripreso a crescere e a mangiare con volontá, ai 5 mesi stava giá seduta come una signorina e a sei mesi abbiamo iniziato lo svezzamento con grande curiositá ed entusiasmo. Il resto è storia.

Sei mesi fa è stato il turno del piccoletto, partita alla volta dell’ospedale con le mie fidate coppette d’argento non potevo immaginare che avrei dovuto affrontare un inizio di allattamento così impegnativo. Innanzitutto è nato un bambolotto dalla discreta presenza, coi suoi 3,750 kg aveva già una notevole forza aspiratrice. Diciamo che giá in sala parto, una volta attaccato al seno, ho intuito che non ci sarebbe stato molto da scherzare. Peccato che i miei bimbi si assomiglino tutti: stessa boccuccia delle sorelle ma con il doppio della forza.

Questa volta le povere coppette hanno fatto il possibile ma le maledette ragadi sono venute lo stesso, ricordo benissimo l’ansia dei secondi prima di attaccarlo, lo avvicinavo e poi lo riportavo indietro per la paura del dolore, masticavo le peggio parolacce, molto lontana dall’immagine idilliaca di una madre che allatta il proprio neonato con sguardo amorevole. Io lo insultavo, pesantemente. In questa situazione ho fatto quello che mi è venuto più naturale, ho continuato ad allattarlo, non ho chiesto consiglio a nessuno, ho continuato a prendermi cura del bimbo e del mio seno, fiduciosa del fatto che sarebbe passato, che lui avrebbe imparato ad aprire la bocca a modino. Ci è voluto parecchio, 10 giorni di, diciamolo pure, calvario. Dieci giorni in cui mi sono interrogata anche sul motivo che mi spingeva ad andare avanti, 10 giorni in cui ho pensto che se mi fosse capitato al primo figlio, avrei sicuramente mollato il colpo. Dieci giorni che sono passati e di cui ho, incredibilmente, un dolcissimo ricordo. Dieci giorni che sono stati solo l’inizio della nostra meravigliosa storia di latte e di amore, in cui per la prima volta non ho mai messo in dubbio la mia capacitá di nutrire e far crescere mio figlio, in cui sono stata fortunata perchè ho trovato un piccolo partner appassionato e molto determinato (anche se un po’irruento😀), una sei mesi di poppate senza orologio e senza conti, ma una sei mesi in cui non mi sono sentita schiava dell’allattamento, semplicemente un allattamento esclusivo e a richiesta, anarchico eppur perfetto. Una storia di amore che non è ancora destinata a finire.

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Miglio con fiori di zucca e curry http://www.cosamangiacamilla.it/miglio-fiori-zucca-curry/ http://www.cosamangiacamilla.it/miglio-fiori-zucca-curry/#comments Thu, 16 Jun 2016 13:01:33 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1115 Il miglio con i fiori di zucca e curry è un primo piatto veloce,msano e profumato da proporr ai vostri bimbi per un pranzo a tutta salute.

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Miglio con fiori di zuccaAi fiori di zucca è legato un mio bellissimo ricordo d’estate. Quando nell’orto di casa ne spuntava per magia qualcuno, era una gran festa: io e mio fratello li raccoglievamo e la mamma preparava subito una deliziosa pastella per friggerli, friggevamo insieme anche le foglie di salvia per fare un po’di numero, che mio padre, bancario per lavoro e contadino per aspirazione, non è che potesse vantare una grande produzione nell’amato orticello. Così le frittelle gialle finivano subito e restavano le foglie di salvia, buone anche loro per caritá, ma nulla in confronto alla preziosa delizia del fiore di zucca.

Comprensibile che ancora nella mia mente i fiori di zucca rimangano qualcosa di raro e prezioso, è per questo che vederli venduti a mazzi mi crea sempre un certo scompenso, ma ci sto facendo l’abitudine ormai e, quando li trovo, non me li faccio certo sfuggire. Ho scoperto che anche nella cucina per i più piccoli sono dei validi alleati, riescono a conferire un sapore dolce e profumato (son pur sempre fiori no?) ai piatti dei bimbi, che in genere li apprezzano molto. Ovviamente per i piccoli non li friggo, ma sono comunque gustosi lievemente scottati e aggiunti alle loro pietanze, come in questa ricetta veloce ed estiva a base di miglio con fiori di zucca e curry.

Oltre a conferire un ottimo sapore, i fiori di zucca contengono anche anche importanti sali minerali come calcio e fosforo, preziosi per lo sviluppo dei bimbi, e numerose vitamine (A,C, gruppo B).

L’unico “difetto” di questo alimento è che vanno consumati subito perchè appassiscono molto rapidamente, ma per me questo non è mai stato un problema!

Di seguito riporto la ricetta con le dosi utilizzate per il piatto di Camilla (2 anni)

Ingredienti

35 gr miglio decorticato

1 piccola zucchina (50 grammi)

2 fiori di zucca

mezzo cucchiaino di curry

Qualche fogliolina di prezzemolo o mezzo cucchiaino di prezzemolo essiccato

1 cucchiaino olio EVO

 

Sciacquare il miglio e farlo tostare qualche minuto in padella antiaderente.

Aggiungere acqua  o brodo vegetale per circa 2,5 volte il volume del miglio. Portare a bollore e aggiungere la zucchina tagliata a pezzettini ed il curry che aiuterá ad insaporire il piatto.

Lasciar cuocere per 15 minuti avendo cura di aggiungere acqua o brodo se necessario.

Pulire i fiori di zucca e tagliare i petali a listarelle sottili, aggiungere i fiori di zucca ed il prezzemolo tritato (o essiccato) al miglio e lasciar cuocere per altri 5 minuti.

Spegnere la fiamma, coprire la padella e lasciar riposare per qualche minuto.

Aggiungere l’olio EVO a crudo e, se gradito, un cucchiaino dii Parmigiano.

Buon appetito!

Il giudizio “della Critica”

Il piatto di Camilla era proprio profumato, grazie ai fiori e grazie all’abbimamento con prezzemolo e curry: una spezia che la bimba gradisce e che ci aiuta ad insaporire i piatti con un uso limitatissimo o proprio nullo di sale. Che dire: non è rimasto nemmeno un chicco!

 

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Una giornata in giro con te (e me) http://www.cosamangiacamilla.it/una-giornata-in-giro-con-te-e-me/ http://www.cosamangiacamilla.it/una-giornata-in-giro-con-te-e-me/#comments Thu, 09 Jun 2016 22:41:50 +0000 http://www.cosamangiacamilla.it/?p=1108 Una giornata in giro con te e: Una donna esile, unica gentile volontaria tra ben più prestanti soggetti, ad aiutarmi a scendere le scale della metropolitana col passeggino. Una anziana signora, in mezzo a giovani studenti col naso nel cellulare, si alza per lasciarmi il posto a sedere sul tram. Qualcosa non torna, sorridiamo e Continua a leggere →

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In giro conUna giornata in giro con te e:

Una donna esile, unica gentile volontaria tra ben più prestanti soggetti, ad aiutarmi a scendere le scale della metropolitana col passeggino.

Una anziana signora, in mezzo a giovani studenti col naso nel cellulare, si alza per lasciarmi il posto a sedere sul tram.

Qualcosa non torna, sorridiamo e ringrazio.

Volti amici che rivedo con piacere, una porta sbattuta in faccia.

Tu che sorridi, sorridi e sorridi, alla conquista di tutti quelli che incrociano il tuo sguardo, sfacciatamente insistente, senza il filtro che poi il tempo ci metterá.

Sorridi tu e sorridono tutti, sei magico?

Tanti baci sulla tua testina tonda e profumata, un po’sudata per il contatto col mio corpo nel marsupio.

Le tue mani morbide che mi toccano. Tu sei me ed io con te.Tenerezza.

Le grandi indignate perchè “povero bimbo di sicuro avrá caldo” “perchè piange, ha fame?” “si vede che ha sonno”. Sì sì, sapete tutto voi, vero?io dico di no, ma poi mi ritrovo a scoprirti, ad offrirti il seno o a cullarti un po’, che si sa mai.

Il tuo sguardo curioso, le tue mani che cercano di acchiappare tutto ma fanno un po’ fatica.

Il tuo viso finalmente affondato nel mio petto, chissá cosa hai capito di questa giornata in giro con me .

Buonanotte piccola meraviglia rotonda.

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